Cos'è un
sindacato?
Il sindacato è una libera associazione di lavoratori, regolata
da uno statuto democratico, che si occupa di migliorare le condizioni
di lavoro e di vita della categoria che rappresenta, di difenderne
la dignità, umana e professionale, senza discriminazioni di
sesso, religione, fede politica, colore della pelle.
Perché un
sindacato di musicisti? Chi ne sentiva il bisogno?
Siamo tutti abituati e affezionati all'immagine del musicista o dell'artista
come appartenente ad un altro mondo, quello che ha a che fare con
le nostre emozioni. Più difficile immaginarcelo anche come
lavoratore, parte essenziale, anzi, materia prima di un ciclo produttivo
industriale non molto dissimile da quello dell'automobile.
Se tu riesci a vedere il musicista sotto questa veste e ti informi
sulla sua reale condizione, in termini di diritti e protezioni sociali,
c'è da mettersi le mani nei capelli. Il SIAM serve proprio
a togliersi le mani dai capelli.
Qual è il
vostro obiettivo?
Aiutare e migliorare la creatività, la qualità della
musica, migliorando la vita di chi la fa, di chi la produce.
Come pensate di raggiungere questo risultato?
- Attraverso l'ottenimento dell'indennità di disoccupazione
con requisiti ridotti anche per gli autonomi, per integrare i periodi
fisiologici di non lavoro e l'assicurazione contro gli infortuni
sul lavoro, perché il palcoscenico è uno degli ambienti
a più alto rischio: stiamo lavorando perché vada in
porto la proposta di legge C 195 (ex C 4709), che prevede anche questi
due diritti essenziali.
- Con la riduzione delle 120 giornate contributive ENPALS (il nostro
ente previdenziale) ma soprattutto con la possibilità di totalizzare
i contributi versati a fondi diversi anche in periodi coincidenti.
- Attraverso il riconoscimento delle giornate di prova autonomamente
svolte, che sono parte integrante della nostra attività e
lavoro a tutti gli effetti, ai fini previdenziali (pensione) ed assicurativi
(disoccupazione).
- Attraverso lo strumento della contrattazione collettiva. In Aprile
2005 abbiamo firmato il rinnovo del Contratto Nazionale a tutela
dei diritti dei musicisti impiegati nei locali aderenti a FIPE/Confcommercio
(Federazione Italiana Pubblici Esercizi).
Occorre capire che i musicisti lavorano
in un settore dove il sommerso raggiunge picchi catastrofici. Questa è una delle cause prime
della loro debolezza contrattuale e va quindi smascherata e battuta
al più presto. Se non esisti non hai tutele quindi, lotta
al sommerso e incentivi alla musica dal vivo.
(Nel comparto della classica assistiamo al paradosso dei garantiti
- musicisti delle Fondazioni, dei Conservatori o della Rai - che
fanno concorrenza sleale ai precari, gli intermittenti, facendosi
pagare in nero, tanto hanno già le loro tutele; nell'intrattenimento
invece hanno preso campo le orchestrine di "figuranti",
musicisti finti, che fingono di suonare su basi preregistrate e si
vendono per un piatto di lenticchie, negli altri circuiti, come quello
del jazz, ormai al lumicino, si fa sentire con forza la concorrenza
dei finti dilettanti e del finto associazionismo)
Chi può iscriversi
al SIAM?
Tutti i musicisti e i cantanti, indipendentemente dal genere musicale,
che hanno fatto della musica la propria attività principale
e che accettano il nostro Statuto.
Quali vantaggi comporta iscriversi ?
Oltre a dare forza ai tuoi diritti avrai a disposizione gratuita
l'assistenza legale per cause di lavoro e per il recupero di crediti
da lavoro e di contributi, l'assistenza del patronato INCA per
le pratiche di disoccupazione e maternità, ecc.., la dichiarazione
dei redditi, anche del modello unico partita IVA, ai prezzi CAF,
entrerai in contatto con tantissimi colleghi, in più usufruirai
di tutte le convenzioni commerciali stipulate dalla CGIL: viaggi,
studi dentistici, librerie, cinema, ecc...
Come posso aderire e quanto costa?
L'iscrizione avviene direttamente dove siamo presenti (vedi sulla
home page: DOVE SIAMO) o tramite il sito effettuando il pagamento
con bonifico bancario (la tessera viene spedita all’indirizzo
indicato). La tessera annuale costa 30 Euro.
Cos'è l'Enpals?
I lavoratori dello spettacolo (per fare qualche esempio: attori,
cantanti, registi, ma anche addetti agli impianti sportivi e dipendenti
delle sale bingo) e gli sportivi professionisti (come i calciatori)
sono iscritti allo stesso Ente Previdenziale, cioè all'Enpals
(Ente Nazionale di previdenza ed assistenza per i lavoratori dello
spettacolo), che gestisce l'assicurazione per l'invalidità,
la vecchiaia ed i superstiti in favore di questi soggetti, in sostituzione
di quella generale gestita dall'Inps.
A questo Ente, differentemente dagli altri enti previdenziali,
sono iscritti obbligatoriamente non soltanto i lavoratori dipendenti,
ma anche i lavoratori autonomi: ai fini dell'obbligo contributivo,
non ha alcuna rilevanza che l'iscritto all'Enpals presti attività lavorativa
di tipo subordinato o di tipo autonomo.
Quali sono i lavoratori che devono essere obbligatoriamente iscritti
a questo Ente?
I lavoratori dello spettacolo sono ora suddivisi in tre gruppi. Al
gruppo A (in cui rientra la grande maggioranza di musicisti discontinui
rappresentati dal SIAM) appartengono coloro che prestano, a tempo
determinato, attività artistica o tecnica direttamente connessa
con la produzione e la realizzazione di spettacoli (come ad esempio
attori, musicisti, cantanti, registi, ballerini, ecc..); nel gruppo
B sono inseriti coloro che prestano, a tempo determinato, attività al
di fuori delle ipotesi di cui al gruppo A (ad esempio, tecnici del
suono e delle luci, costumisti, truccatori, maestranze,..); del gruppo
C fanno parte tutti coloro che prestano attività a tempo indeterminato
(ad esempio i dipendenti delle fondazioni liriche, siano essi artisti
o impiegati o maestranze). I lavoratori di ciascun gruppo sono esplicitamente
elencati dalla legge.
I contributi versati sono espressi in giornate, invece che in settimane,
come avviene per il lavoratori dipendenti assicurati presso l'Inps:
la copertura di un anno di contribuzione è assicurata da un
diverso numero di contributi giornalieri, a seconda del gruppo di
appartenenza (120, 260 o 312).
E’ indispensabile una radicale riforma del nostro sistema previdenziale
per evitare il paradosso e l’ingiustizia di lavoratori con
redditi bassi, i discontinui del 1° gruppo, i cui contributi
finiscono col finanziare le pensioni degli stabili, gli appartenenti
al 3° gruppo.
Quali sono i requisiti per la pensione?
Per le particolarità dell'attività lavorativa svolta
dagli iscritti a questo Ente, i requisiti contributivi ed anagrafici
necessari per l'accesso alla pensione di anzianità o di vecchiaia
sono molto diversi a secondo dell'attività svolta, della possibilità di
totalizzazione, della data di inizio dell’attività.
Vedi scheda sulle pensioni ENPALS sull’home page del sito.
Chi rilascia
il certificato di agibilità?
L'Enpals inoltre si occupa del rilascio del certificato di agibilità:
nessun artista può esibirsi in pubblico se non è in
possesso di questa documentazione. Infatti la legge esplicitamente
vieta ai datori di lavoro di far esibire, nei propri locali, artisti
privi di tale certificato. Questa disposizione è motivata
dal fatto che il legislatore ha inteso tutelare maggiormente questa
categoria di lavoratori, che, a causa delle peculiarità del
lavoro svolto, potrebbe ritrovarsi privo di protezione sociale (previdenziale
ed assistenziale).
Purtroppo tali buone intenzioni del legislatore sono andate completamente
vanificate.
A seguito di una recrudescenza dei controlli a partire dall’anno
2000, per effetto della convenzione con la SIAE, le imprese di spettacolo
hanno messo gli artisti ingaggiati di fronte all’alternativa
di non lavorare o di iscriversi come soci presso associazioni o,
più spesso, come soci lavoratori o come dipendenti di cooperative
che sostituendosi artatamente all’impresa nel ruolo di datori
di lavoro dell’artista - con ciò abilitati alla richiesta
della certificazione di agibilità -, assolvono agli obblighi
di legge al posto dell’impresa di spettacolo, facendone però pagare
i costi ai lavoratori.
Dunque, noi musicisti, di fatto, paghiamo di tasca nostra anche la
quota previdenziale a carico del datore di lavoro.
Grazie a questo vero e proprio espediente, la felice intuizione del
legislatore di assicurare tutti i lavoratori in ragione della loro
appartenenza a determinate categorie professionali artistiche ed
a prescindere dal carattere autonomo o dipendente della loro prestazione, è stata
quindi artatamente aggirata e ne sono state disattese le finalità.
Va riconosciuto che alcune di queste cooperative, non molte in verità,
hanno offerto ai lavoratori un servizio reale, permettendo loro di
accedere alle protezioni sociali del lavoro dipendente a “costi
contenuti”.
Ciò è reso possibile attraverso la compensazione dei
costi gestionali e da contribuzione, che sono infine pagati dal lavoratore,
con le detrazioni previste per il lavoro dipendente che abbattono
l’imponibile fiscale e contributivo. Inoltre, la cooperativa,
in quanto datore di lavoro, e quando il cachet è sufficientemente
capiente, dichiara un maggiore numero di prestazioni lavorative per
consentire al lavoratore di raggiungere le soglie fissate per accedere
alle prestazioni, come il requisito delle 78 giornate necessarie
per godere dell’indennità di disoccupazione con requisiti
ridotti. A fronte di questo “risultato”, che è immediatamente
favorevole all’artista lavoratore, va però sottolineato
che il montante così accantonato con difficoltà e raramente
darà luogo ad una prestazione pensionistica.
Quali sono le prestazioni previdenziali erogate dall'Enpals?
Le prestazioni previdenziali erogate dall'Ente sono analoghe a quelle
erogate dall'Inps: pensione di vecchiaia, di anzianità,
di inabilità, assegno di invalidità, pensione ai
superstiti. L'unica prestazione esclusiva dell'Enpals è la
pensione di invalidità specifica, riservata a particolari
categorie di lavoratori fra cui i musicisti per i quali è prevista
la tutela della perdita della capacità di lavoro riferita
specificamente alla attività professionale svolta, in misura
tale che lo stato invalidante non consenta la prosecuzione di tale
attività.
Come possono essere utilizzati i contributi versati all'Inps?
L'iscritto all'Enpals, che possieda anche dei contributi versati
al Fondo Lavoratori Dipendenti dell'Inps, potrà utilizzare,
per il conseguimento di un'unica pensione, anche tali contributi,
come disposto da una particolare convenzione stipulata tra Inps
ed Enpals: in tali casi, l'Ente deputato all'erogazione della pensione è quello
presso il quale risulti versato il maggior numero di contributi.
La posizione assicurativa viene quindi trasferita presso l'Ente
che liquiderà la prestazione. C’è però da
dire che se l’ente che eroga la pensione è l’INPS
i contributi versati all’ENPALS valgono pochissimo (circa
un terzo) qualora la pensione sia calcolata col sistema misto retributivo-contributivo
(per gli iscritti con versamenti antecedenti il 1° gennaio
1993). Inoltre non è possibile totalizzare i contributi
versati in periodi coincidenti, che è praticamente la regola
per la nostra particolare attività: versamenti Enpals per
attività di spettacolo e, per esempio, versamenti presso
la gestione separata per contratti di collaborazione come insegnanti
presso scuole di musica.
Cosa
può fare
il SIAM per questi lavoratori?
Per i lavoratori dello spettacolo, che spesso, soprattutto nel campo
artistico, lavorano per periodi di tempo limitati, e cambiano di
frequente luogo e datore di lavoro, è quanto mai importante
verificare di frequente la propria posizione assicurativa, chiedendo
un estratto contributivo all'Enpals.
L’iscrizione al SIAM dà il diritto a usufruire dei servizi
gratuiti INCA (Il patronato della Cgil). L’INCA è in
grado di verificare la posizione assicurativa degli iscritti all'Enpals,
e di fornire agli stessi assistenza e consulenza in materia previdenziale
ed assistenziale.
Ma, soprattutto ci stiamo battendo per la totalizzazione dei contributi
versati a fondi diversi in periodi coincidenti.
Infortuni e malattie professionali?
Il lavoratore può essere vittima di un incidente, oppure può contrarre
una malattia nello svolgimento del proprio lavoro.
Il fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali
in Italia è sempre in crescita, considerando soltanto i dati
dei casi denunciati, e tralasciando quelli non denunciati, perché riferiti
a lavoratori in nero, spesso extracomunitari senza permesso di soggiorno.
Non sempre, poi, i casi denunciati vengono indennizzati dall'Inail,
perché non sempre il lavoratore è in grado di far valere
i suoi diritti.
Le norme sugli infortuni e malattie professionali sono estremamente
complesse, soprattutto dopo l'introduzione dell'indennizzo del "danno
biologico" (cioè l'indennizzo non del solo danno alla
capacità lavorativa, ma della lesione all'integrità psicofisica
della persona).
Ma come si deve comportare il lavoratore?
In caso di infortunio, deve dare subito notizia al datore di lavoro,
il quale è tenuto, entro due giorni, a denunciare l'infortunio
subito dal suo dipendente all'Inail e all'autorità di PS,
qualora la diagnosi sia superiore a 3 giorni.
In caso di malattia professionale, entro 15 giorni dalla manifestazione
della stessa deve darne comunicazione al datore di lavoro, il quale
entro 5 giorni deve effettuare la denuncia all'Inail. Attenzione:
se il datore di lavoro non provvede ad effettuare la comunicazione
all'Inail nei termini stabiliti, il lavoratore ha tempo tre anni
dalla data di infortunio o malattia professionale per presentare
la denuncia all'Inail. Trascorso questo termine, perde ogni diritto
al risarcimento.
A seconda della gravità del danno riportato nell'infortunio
o nella malattia professionale, l'Inail eroga diverse prestazioni;
in caso di decesso le prestazioni possono essere corrisposte anche
ai superstiti del lavoratore.
L'Inail può indennizzare il lavoratore anche se il datore
di lavoro non ha pagato i premi assicurativi, per effetto dell'automaticità delle
prestazioni.
Cosa
può fare
il SIAM - CGIL per il lavoratore?
- Assisterlo gratuitamente, con la propria consulenza medica e legale;
- Far valutare i postumi dell'infortunio o della malattia dai propri
medici-legali;
- Impedire che le norme vengano applicate in maniera restrittiva;
- Valutare se sia possibile chiedere una revisione delle rendite
già concesse, qualora le condizioni di salute del lavoratore
dovessero peggiorare;
- Aiutare il lavoratore a far valere i suoi diritti e a non far scadere
i termini per la presentazione della denuncia all'Inail;
- Ribaltare le soluzioni negative, impugnando in giudizio i provvedimenti
dell'Inail;
- Informare ed assistere il lavoratore nell'applicazione delle leggi
in materia di prevenzione e sicurezza nel luogo di lavoro.
Quali
sono le malattie professionali più malattie più comuni?
Danni all'apparato acustico che possono comportare non solo danni
all'udito (acufeni - ipoacusia….) ma problemi all'organo
dell'equilibrio
Patologie da sovraccarico funzionale di articolazioni, muscoli e
tendini
Patologie a carico della colonna vertebrale da postura impropria
Patologie dell'apparato respiratorio come enfisema, aggravamento
dell'asma bronchiale, in particolare modo per gli strumenti a doppia
ancia ed a fiato in genere
Aggravamento di patologie cardiocircolatorie per aumento della pressione
circolatoria e del battito cardiaco legato allo sforzo (manovra di
Valsalva)
Patologie dell'apparato digerente in particolare reflusso gastro
esofageo. |