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PIATTAFORMA SINDACALE 2007
Il SIAM (Sindacato Italiano Artisti della Musica) è fra i promotori e sostenitori di una Proposta di legge, la C.195 (ex C.4709), frutto di una lunga discussione e di un’ampia condivisione, il cui iter era già iniziato nella passata legislatura e che è stata ripresentata alla nuova Commissione Lavoro della Camera.
Questo progetto di legge rappresenta un passo avanti importante, ha buone possibilità di successo, riguarda tutti i lavoratori dello Spettacolo, artisti e tecnici e, soprattutto, va nella direzione auspicata.
Il testo prevede infatti:

  • Integrazione dei redditi a copertura dei periodi di non lavoro, fisiologici nelle attività artistiche, attraverso l’estensione dell’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti, indipendentemente dal rapporto di lavoro intrattenuto, sia esso autonomo che subordinato;

  • Assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, indipendentemente dal rapporto di lavoro intrattenuto, sia esso autonomo che subordinato, perché il palcoscenico, insieme al set cinematografico, è stato individuato dall’Inail come ambiente ad alto rischio;

  • Adozione obbligatoria di un “foglio d’ingaggio” per una pattuizione chiara dei diritti e dei doveri dei contraenti;

  • Istituzione del Registro dei lavoratori dello spettacolo per distinguere il professionismo dal dilettantismo;

  • La detraibilità dei costi necessari all’attività artistica ai fini della determinazione della retribuzione imponibile, quale primo passo di un adeguamento del sistema fiscale alle specificità delle professioni artistiche;

  • Disposizioni fiscali per il sostegno alla musica dal vivo per favorire anche le musiche non raggiunte dalle sovvenzioni pubbliche.

Peraltro, gli obiettivi di questa proposta trovano piena concordanza con quanto indicato nel Programma dell’Unione, laddove impegna l’attuale Governo ad una

“regolamentazione del mercato del lavoro dello spettacolo con l’introduzione di regole specifiche per la tutela dei lavoratori dello spettacolo, una disciplina delle professioni di agente e di rappresentante degli artisti e nuove disposizioni sul trattamento fiscale nei settori dello spettacolo e della musica dal vivo.” 

Chiediamo inoltre:

L’abrogazione dei commi 98, 99 e 100 della legge 24 dicembre 2003, n. 350 (finanziaria 2004). L’introduzione della nuova figura professionale di lavoratore autonomo esercente attività musicali, oltre a trasformare il lavoratore in sostituto d’imposta, rappresenta un arretramento inaccettabile della giurisprudenza del lavoro perché: a) mette in capo al soggetto debole, il lavoratore, la responsabilità dei versamenti contributivi; b) è in contrasto con la legislazione di tutela dei lavoratori dello spettacolo, laddove prevede che l’obbligo dei versamenti contributivi previdenziali faccia capo al committente anche se il rapporto di lavoro è di natura autonoma; c) vanifica e distorce le finalità  della certificazione di agibilità, strumento di controllo forte nei confronti del committente; infine, d) opera un’inaccettabile discriminazione fra lavoratori dello spettacolo a danno della specifica categoria dei musicisti;

La reintroduzione della possibilità, per i lavoratori dello spettacolo, di inserire nei contratti d’ingaggio le giornate di prova autonomamente svolte e di contribuirle al minimo sia ai fini previdenziali che dell’accesso all’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti. Il DLgs 30 aprile 1997, n. 182 prevedeva al terzo, quarto e quinto periodo del comma 15 dell’art. 1 tale possibilità, limitatamente alla contribuzione previdenziale, che è stata abolita con la soppressione dei periodi indicati operata dall’art. 43, comma 4, della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (finanziaria 2003). Tali giornate di prova, prima della soppressione, andavano contribuite al minimo consentendo ai lavoratori discontinui di raggiungere il numero minimo di versamenti contributivi previdenziali necessari al completamento dell’anno di anzianità contributiva. Va ricordato che dal 1° gennaio 1993 il requisito contributivo per la pensione di vecchiaia per i lavoratori dello spettacolo è passato dalle 60 giornate per 15 anni (900) a ben 120 per 20 anni (2.400). La conseguenza di tale improvviso e radicale aumento (+ 267%), a fronte di una domanda di lavoro stabile se non in regresso, è che moltissimi lavoratori versano contributi per una prestazione di cui non beneficeranno, spingendoli così ad accettare, se non preferire, il lavoro in nero;

La riduzione del requisito delle 120 giornate lavorate necessarie per costituire l’annualità contributiva presso l’ENPALS. Si tratta semplicemente di adeguare alla realtà del lavoro nello spettacolo le regole di questo Ente affinché sia messo nella condizione di ottemperare al proprio compito istituzionale;

La riduzione dell'IVA sulle prestazioni artistiche dei musicisti dal 10% al 4%. La riduzione dell'imposta al 4% ridurrebbe, pur non eliminandola del tutto, la penalizzazione fiscale cui sono soggette le associazioni, le pro loco, i teatri, i comuni, le province e tutti quei soggetti non profit che organizzano spettacoli musicali ma che non possono scaricare l'IVA. E’ contraddittorio pensare a politiche di sostegno allo spettacolo e, contemporaneamente, appesantirne il costo della produzione;

Azioni di contrasto del sommerso. L’accesso all’istituto della disoccupazione, la riduzione delle 120 giornate per maturare l’annualità previdenziale, la possibilità di contribuire le giornate di prova, rappresentano già una strategia forte ed articolata di contrasto del sommerso. Occorre però, in un quadro di accompagnamento dell’emersione ispirato a gradualità, integrare tale strategia con politiche premiali per chi emerge, semplificazione delle procedure e strumenti di controllo più cogenti, per esempio attraverso una revisione della convenzione Siae/Enpals esistente;

Il ripristino, da parte della SIAE, del sistema di rilevazione analitico per la ripartizione dei proventi da diritto d’autore della Classe I Concertini-Ballo, o la rimodulazione delle attuali due Classi Siae per la musica dal vivo.
Per contrastare il fenomeno dei programmi musicali falsi (quei “borderò” in cui non vengono indicati i brani effettivamente eseguiti nella serata, ma brani propri o di terzi), la Commissione Musica della SIAE ha deciso, a far data dal 2007, di sostituire al sistema analitico di rilevazione e ripartizione dei proventi per le musiche eseguite per la Classe I Concertini e Ballo, basato sul “borderò”, un sistema a campionamento, basato su rilevazioni (registrazioni) a campione effettuate segretamente da personale dell’Ente.
Poiché nella Classe I rientrano anche gli spettacoli musicali tipici del circuito del “clubbing”, dove si eseguono generi diversi dal ballo e dove vengono spesso proposti brani originali (dal jazz alla canzone d’autore, ecc) il sistema a campionamento non solo danneggia la gran parte degli autori-esecutori (maggioranza dei musicisti) ma la stessa creatività, togliendo a chi la pratica quel poco di reddito in più che è spesso condizione di sopravvivenza.
In presenza di oltre 200.000 trattenimenti semestrali nella Classe Prima – Concertino, le 500 rilevazioni previste dalla delibera SIAE rappresentano un campione risibile, e se si considera che la rilevazione (registrazione) verrebbe effettuata non per tutta la serata ma solo per una parte di essa, la rappresentatività di questo sistema si ridurrebbe al lumicino.
Per il musicista autore-esecutore che esegua proprie composizioni, o per il piccolo (quanto a pubblico) autore, vedere qualche euro dei proventi che gli spettano, avrà, con questo sistema, le stesse probabilità di vedere l’Italia improvvisamente liberata dalla corruzione. Per battere il fenomeno delle dichiarazioni mendaci, che si manifesta esclusivamente nel ballo e nell’intrattenimento con esecuzione di “cover” (brani di grande successo) senza soffocare la creatività, la SIAE dovrebbe rimodulare l’attuale sistema di raggruppamento delle esecuzioni pubbliche, ad oggi diviso in due sole Classi, rendendolo più aderente alla realtà variegata dei club, e prevedendo una nuova Classe specifica per esecuzioni di COVER-BALLO. Limitatamente a questa neo Classe, il sistema a campionamento ha senso ed efficacia. Anzi, efficacia assolutamente superiore e maggiore economicità, circoscrivendo il proprio target. Non certo stando così le cose, con le attuali inattuali due Classi di raggruppamento di tutta la musica dal vivo in vigore che tengono forzatamente insieme situazioni affatto diverse. 

L'abolizione della certificazione di agibilità e la riscossione contestuale dei diritti d’autore e dei contributi previdenziali.
Le relative complicazioni della procedura contributiva (apertura di una posizione presso l’Enpals, versamenti cauzionali, richiesta  di certificazione di agibilità per ogni singolo concerto o trattenimento musicale, successivo versamento dei contributi con modello F24, esibizione della certificazione dell’avvenuto pagamento) hanno determinato, per i tanti soggetti organizzatori spesso improvvisati, con modesto volume d’affari e privi di competenze amministrative, sia l’acutizzarsi del fenomeno del sommerso che la riduzione delle programmazioni e la proliferazione di censurabili forme parassitarie di intermediazione, attuate da cooperative ed associazioni disoneste, nate con l’unico scopo di ottemperare a tali procedure per conto del reale committente, che non vuole più farsene carico, a spese dei lavoratori dello spettacolo e con un aggravio dei costi complessivi.
Proponiamo quindi il superamento della cd. certificazione di agibilità, le cui finalità di tutela forte per i lavoratori dello spettacolo potrebbero essere più efficacemente raggiunte attraverso la riscossione contestuale, in unica soluzione, da parte della SIAE, dei contributi previdenziali unitamente ai diritti d’autore dovuti dai soggetti utilizzatori di musica dal vivo, perché dove c’è musica dal vivo c’è chi la esegue. Il sistema di riscossione della Siae è capillare ed ha raggiunto un livello di efficienza molto alto: in presenza di una convenzione, già stipulata fra i due enti per il controllo da parte del personale Siae dell’assolvimento degli obblighi contributivi dovuti all’Enpals, non è più efficace ed economico far percorrere la stessa via agli emolumenti da diritto d’autore ed ai contributi previdenziali? E’ l’uovo di Colombo per battere il sommerso.

L’apertura di un confronto con l’IMAIE, la SIAE e le corrispondenti istituzioni e società estere  per giungere infine al riconoscimento, morale ed economico, dell’apporto che anche l’interprete esecutore di musica dal vivo dà al successo, alla diffusione, alla longevità delle opere, sia in considerazione dell’evidente reciprocità fra successo dell’opera e sua diffusione (le musiche più famose sono le più eseguite ma, viceversa, più le opere sono eseguite più incrementano la propria fama) che dell’apporto creativo della prestazione artistica dell’opera dell’ingegno anche in sede di spettacolo dal vivo;

Di normare i rapporti di lavoro, stipulati dai soggetti organizzatori di manifestazioni musicali beneficiari di finanziamenti pubblici, erogati da regioni ed enti locali, attraverso lo strumento della contrattazione collettiva su base territoriale che deve avvenire fra le associazioni sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori, gli enti di organizzazione e distribuzione delle produzioni di spettacolo musicale e gli enti erogatori di finanziamenti.
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